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Lezioni dalla fine del Mondo

«Zombiecity è l’ultima possibilità di sopravvivenza del genere umano sulla Terra. La catastrofe biologica è iniziata, l’attacco virale è inarrestabile ed ha ormai raggiunto l’ultimo stadio, il punto di non ritorno».
Ogni volta che si tenta di immaginare scenari futuri utili alla sopravvivenza della società su questo pianeta, emerge con chiarezza quanto le conseguenze più drammatiche del così detto “sviluppo” siano tra i fattori di maggior criticità che l’umanità si trova ad affrontare: terremoti, maremoti, dissesti idrogeologici, desertificazione, uragani, ma anche sommosse civili, militarizzazioni delle aree urbane, attacchi terroristici, dimostrano che le nostre città non sono attrezzate per far fronte agli imprevisti più catastrofici.
Di fronte a questo scenario, parlare di zombie, può non apparire come una priorità dell’architettura. Eppure, la popolarità che ha la cinematografia legata agli zombie può essere sfruttata come una buona metafora per stimolare studenti e studiosi ad interrogarsi sulle opportunità offerte da un immaginario distopico.
Lezioni dalla fine del Mondo è il risultato di un programma didattico e di ricerca che nasce dall’idea di comprendere quali siano gli strumenti minimi per la sopravvivenza e quali, invece, i bisogni secondari. Lo scenario che si ipotizza è la diffusione di una malattia endemica capace di rendere ostile la maggior parte della popolazione mondiale, ormai contagiata, nei confronti della minoranza immune.
Lo scopo di Zombiecity, per quanto lo scenario proposto possa sembrare distopico, è quello di favorire soluzioni progettuali concrete, più strategiche che tecnologiche, che mirino, pur in un contesto apocalittico, alla creazione di una nuova società, in cui la felicità umana sia garantita dalla crescita della qualità della vita.

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About The Author

Alessandro Melis

Docente di Sustainable Design all'Università di Auckland, è stato direttore del Master Urbans Strategies PPS all'Università di Arti Applicate di Vienna, guest professor all'Università Anhalt di Dessau-Bauhaus e Honorary Fellow alla Edinburgh School of Architecture.
Ha al suo attivo monografie, saggi, articoli pubblicati anche su volumi e riviste internazionali
Nel 1996 fonda lo studio Heliopolis 21, con sedi a Pisa e Berlino. Tra i progetti in corso di realizzazione la Nuova Fiera del Trentino a Riva del Garda e la sede universitaria ex Guidotti a Pisa.

Emmanuele Jonathan Pilia

Interessato alle contaminazioni tra cybercultura, epistemologia ed estetica, è particolarmente attento alle espressioni architettoniche ed artistiche che raccolgono l’eredità situazionista e la sfida neo-utopista della corrente di pensiero transumanista, temi su cui si concentrano la maggior parte dei suoi saggi. È Art Director della rivista di epistemologiaDivenire, Rassegna interdisciplinare di studi sulla tecnica ed il postumano, e redattore di Art a part of cult(ure). Nel 2010, assieme a Massimiliano Ercolani ed Emidio Battipaglia, fonda il laboratorio di TransArchietttura ALTA. Dallo stesso anno, collabora alla cattedra di rappresentazione tenuta dal professor Fabio Quici.
Dal 2015 è Direttore Esecutivo dell'Associazione Italiana Transumanisti.

Recensioni pubblicate:

INDUSTRIARCHITETTURA
Esistono gli Zombie? Evidentemente sì, almeno nella pratica progettuale sperimentale.
di Marco Maria Sambo

In uno scenario catastrofico come il nostro, dove la massima aspirazione dei critici di architettura sembra essere quella di raggiungere il maggior numero di like su facebook, oppure quella di rifugiarsi all’interno delle asfittiche mura accademiche della nuova tendenza, lo sforzo della casa editrice Deleyva (costruire cultura e connessioni critiche attraverso questo strano strumento che si chiama libro) è gigantesco e deve essere supportato.

Continua a leggere: http://bit.ly/1UoY2GF

Art a part of Cult(ure)
Lezioni dalla fine del Mondo
di Fabrizio Aimar

Lezioni dalla fine del mondo (Alessandro Melis, Emmanuele Jonathan Pilia, Deleyva Editore, 2014) è un interessante esperimento di crossover editoriale, il quale abbraccia l’immaginario distopico della sopravvivenza umana, messa sotto scacco da una pandemia globale che ha causato una mutazione in zombie della popolazione. Tale minaccia, elaborata al fine di coinvolgere il lettore in una riflessione attenta sulla città d’oggi e sui suoi cambiamenti, si avvale del contributo di diversi autori, ognuno dei quali affronta, secondo il proprio metodo analitico, la crisi della società contemporanea e dei luoghi in cui essa viene celebrata.

Continua a leggere: http://bit.ly/1UuuGSZ

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