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Citymakers: come la fantascienza crea le città

Nella letteratura e nel cinema di fantascienza, le descrizioni delle città e dei suoi ambienti hanno sempre avuto il potere di esercitare sull’immaginario collettivo quella forza e quella immediatezza evocativa che i progetti delle avanguardie architettoniche spesso non sono riusciti a raggiungere. Al contrario, le immagini di progetti utopici e città futuribili, per quanto dettagliate e realistiche possano apparire, rimangono pur sempre di difficile diffusione, e anche quando accessibili demandano all’osservatore il compito di immaginare la vita nei luoghi illustrati. Eppure, è spesso proprio nelle varie trasposizioni di questi mondi ipotetici che viene a crearsi quell’universo alternativo e virtuale che è ormai parte della nostra cultura: una rappresentazione che contamina ed è contaminata dalla realtà sovrapposta a uno spazio urbano che va a formarsi e prende vita nell’immaginario. Esso è direttamente visibile, magico, tanto da stimolare un profondo stato di suggestione ed appartenenza ad un sistema di luoghi e simboli diversi da quelli offerti dal quotidiano. Luoghi e simboli di un’architettura altrimenti confinata nel dominio delle intenzioni oppure relegata al catalogo delle curiosità. D’altra parte, è la stessa architettura ad aver raccolto a piene mani dalle narrazioni fantastiche: dai tentativi di rappresentare resoconti di viaggi impossibili, sino alle più recenti e spettacolari ricostruzioni tridimensionali, l’influenza della fantascienza sull’architettura può dirsi tutt’altro che marginale. Quello dell’utopia è un linguaggio ormai condiviso, che viene parlato e compreso da un pubblico sempre più di non addetti. Ed è qui che risiede l’attualità di un dibattito incentrato sulle relazioni tra immaginario fantascientifico e nuovi scenari urbani, un dibattito capace di dare avvio a un confronto e trovare nuovi spunti di riflessione sul futuro delle nostre città.

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About The Author

Davide Monopoli

Emmanuele Jonathan Pilia

Interessato alle contaminazioni tra cybercultura, epistemologia ed estetica, è particolarmente attento alle espressioni architettoniche ed artistiche che raccolgono l’eredità situazionista e la sfida neo-utopista della corrente di pensiero transumanista, temi su cui si concentrano la maggior parte dei suoi saggi. È Art Director della rivista di epistemologiaDivenire, Rassegna interdisciplinare di studi sulla tecnica ed il postumano, e redattore di Art a part of cult(ure). Nel 2010, assieme a Massimiliano Ercolani ed Emidio Battipaglia, fonda il laboratorio di TransArchietttura ALTA. Dallo stesso anno, collabora alla cattedra di rappresentazione tenuta dal professor Fabio Quici.
Dal 2015 è Direttore Esecutivo dell'Associazione Italiana Transumanisti.

Fabio Fornasari

Francesco Verso

Francesco Verso (nato a Bologna nel 1973) ha pubblicato: Antidoti umani (finalista premio Urania Mondadori 2004), e-Doll (premio Urania Mondadori 2008) e Livido (premio Odissea Delos Books 2013). I suoi racconti sono apparsi su riviste di genere (Robot, iComics e NeXT), portati in scena a teatro (The Milky Way) e sono in via di adattamento a webseries (Grapevine Studio); inoltre sono stati venduti all’estero (Song Story 2 e Best European SF Anthology). Attualmente collabora con Kipple Officina Libraria in veste di co-direttore editoriale dalla collana Avatar. Vive a Roma con la moglie Elena e la figlia Sofia.

Silvia Casolari

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